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Frames - Foto Ottica Cavour, Milano

Foto Ottica Cavour, la bottega contemporanea nel cuore di Milano che tramanda fotografia e qualità dal 1983

1 Agosto 2020

Una gigantesca Leica color argento conquista la vetrina centrale del negozio, circondata da obiettivi, piccoli cavalletti, macchine fotografiche digitali e analogiche, nuove e usate. Fuori, accanto all’insegna con cui si presenta la Foto Ottica Cavour di via Fatebenefratelli in centro a Milano, a pochi passi dal Duomo e dai vicoli di Brera, il logo Leica dà il suo benvenuto a fotografi professionisti, compresi quelli che hanno fatto la storia come Berengo Gardin e Scianna, a dilettanti in cerca di un consiglio, a curiosi che si affacciano al mondo della fotografia. Ad accoglierli, varcata la soglia, ci sono la gentilezza e la disponibilità di Nicolò di Benedetto e del fratello Federico, che hanno seguito le orme del padre Gianni, trasformando la sua passione in un affare di famiglia. 

Foto Ottica Cavour, Milano

Foto Ottica Cavour nasce nel 1983 e già da quell’anno vende Leica, il marchio tedesco leader nel settore di cui è diventata la prima boutique a Milano nel 2013, prima ancora che venisse aperta la Leica Galerie nel 2014. Dal 2019 vende anche le borse di Federico Serrani, insieme ad altri pochi e selezionati marchi che si contraddistinguono per l’assoluta qualità. “All’inizio,” racconta Nicolò, “Foto Ottica Cavour era principalmente un negozio di occhiali, che adesso ancora vendiamo in uno store dedicato in via Turati. Io ho iniziato a lavorare qui per aiutare mio padre mentre studiavo ottica e optometria all’università, che poi ho abbandonato per lavorare a tempo pieno, finendo da privatista.” Racconta circondato di oggetti: da un lato la vetrinetta che contiene Leica d’epoca, compresa quella del padre Gianni, ed espone le fotografie in bianco e nero che lo ritraggono abbracciato a due più giovani Berengo Gardin e Scianna; alle pareti del negozio, i loro scatti firmati in originale e appesi come fosse un piccolo museo: la celebre “Venezia in Vaporetto”, del 1960 del fotografo nato a Santa Margherita Ligure e che a ottobre di quest’anno festeggerà i suoi novant’anni, o il ritratto di una splendida Ines Sastre, scattato 30 anni dopo dal maestro siciliano. Poco più in là, tra gli scaffali carichi di pellicole d’ogni tipo e gli altri “ferri” del mestiere, due fotografie di Giacomelli, riconoscibili da lontano grazie ai loro contrasti e grafismi.

Foto Ottica Cavour, Milano - vetrina

“Ogni tanto a queste pareti”, racconta Di Benedetto, “appendiamo anche le foto di alcuni clienti, organizzando con loro piccole mostre: ci piace dare questa possibilità e creare occasioni per vivere il negozio anche da un altro punto di vista, dando vita a un piccolo movimento”. Negli ultimi 10 anni ai due fratelli si sono aggiunti altri quattro dipendenti, mentre molti altri negozi milanesi hanno chiuso i battenti, complice il periodo di crisi della pellicola seguito all’avvento delle macchine digitali, e, ancora, degli smartphone, che hanno fatto crollare il mercato delle fotocamere compatte. Qual è il segreto? “Prima di tutto continuare a lavorare sodo. La conduzione famigliare ci ha aiutato sicuramente, insieme al fatto che le mura siano nostre, soprattutto in un anno come il 2020.” Secondo Di Benedetto, vale la pena, e non manca chi tra i consumatori se ne rende conto, di spendere qualche euro in più in negozio, in cambio di una cura e di una consulenza tecnica che negli acquisti online va completamente persa e che per l’acquisto di una macchina fotografica, più di qualsiasi altro prodotto, è fondamentale. “Noi qui cerchiamo di trasmettere anche un po’ di cultura. Ognuno di noi qui dentro ha le proprie peculiarità e conoscenze. Mio padre ha iniziato a fare questo lavoro quando aveva 16 anni e ancora c’è chi lo cerca dopo anni perché si affida a lui, oppure chiede di Claudio, l’altra icona del negozio e uno dei migliori venditori in circolazione che lavora con noi da oltre 10 anni.”

Foto Ottica Cavour, Milano - Le borse Federico Serrani

E poi, ancora, premia l’essere rimasti un punto di riferimento per la fotografia analogica, perché, come racconta Di Benedetto, c’è stato un incredibile ritorno della pellicola, con in testa tra gli acquirenti soprattutto i Millennials e i più giovani, cioè “coloro che nati con il digitale la pellicola da bambini quasi non l’hanno mai vista, nonostante sia molto più costoso, tra rullino, sviluppo, scansione. Ma la qualità che dà la pellicola, con la sua imperfezione, è quello che cercano i ragazzi oggi. Questo mondo si sta riprendendo come non immaginavamo e credo che continuerà così.” Un altro dato che potrebbe stupire, e che non è passato inosservato, è che la nuova generazione di fotografi sia composta da un numero sempre crescente ragazze, che superano in numero i propri coetanei. “Rispetto già solo a una decina d’anni fa, in cui era una rarità vedere una donna in negozio, è un cambio notevole”. Questo apre probabilmente le prospettive per un nuovo mercato di accessori dedicati alla fotografia che non offrano solo la funzionalità di cui ha bisogno chi fotografa per lavoro oppure in viaggio, ma anche una qualità e un design altrettanto curati. “Credo che anche per un marchio come Federico Serrani, che abbiamo scelto anche noi di esporre e vendere,” dice Di Benedetto, con un occhio ormai allenato a leggere il mercato, “ci sarà sempre più spazio.” Questa nuova generazione di fotografe ha già conquistato la scena e finalmente,  come accaduto in questi anni in tante professioni, apertesi alla creatività e allo sguardo femminili, promette di riscrivere le regole.

 

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