Frames Blog Federico Serrani

Luca Zanoni: dietro le quinte della perfezione.

17 Gennaio 2021

parole di @ale_theia 

 

Levatevi dalla testa l’immagine romanticizzata del fotografo che con la sua macchina digitale – o a pellicola, per dare quel gusto ancora più cinematografico da vecchio film, almeno di un film precedente al lontanissimo 2004 – si muove da solo come un flaneur alla ricerca del momento decisivo, di qualche epifania carica di poesia e di luce naturale. La fotografia di moda, in particolare quella di passerella, è frutto di una formula precisa in cui la preparazione dura settimane, le luci sono studiate nel dettaglio a favore di show e di immagini che lo documentino, fotografi in posizione militare pronti a una raffica di “colpi” e un team di produzione e di post produzione che dietro le quinte ha una parte altrettanto importante quanto quella di chi scatta in pedana per offrire al mondo il prodotto finito. 

 

La stessa preparazione tecnica e strategica, insieme a una cura maniacale per il dettaglio, viene messa nelle foto del backstage e in quelle di streetstyle, che negli ultimi anni hanno acquisito sempre più fascino e importanza, sempre più richieste da parte di giornali e riviste di tutto il mondo, quelle che insieme ai brand di moda permettono a service e agenzie di sopravvivere, espandersi, esistere. 

Luca Zanoni fotografa Alice Pagani

Luca Zanoni ha iniziato il suo percorso nella fotografia al liceo, affascinato dalle meccaniche e dal design della Nikon analogica del padre e dai racconti dello zio fotoamatore, e dopo le esperienze sui campi di regata, come concorrente e fotografo, e poi in un’agenzia fotogiornalistica al ritmo della cronaca di Milano, è finito un po’ per caso – non è quello che dicono tutti? – nel mondo della moda, dove ha iniziato a occuparsi di produzione. “I colleghi con cui lavoravo in team non ne sapevano nulla, e soprattutto non avevano voglia di occuparsene,” racconta Zanoni, “mentre io avevo acquisito le conoscenze necessarie in agenzia e soprattutto non lo trovavo un compito così pesante, anzi.” Da questo assetto improvvisato nasce poco dopo la società di fotografi GoRunway,  di cui Zanoni è fondatore e responsabile della produzione, che per anni segue le sfilate per clienti importanti ed è riconosciuta tra i provider del settore più affidabili e di qualità, acquisita poi dal gruppo ImaxTree e, nel 2019, inglobata dal colosso franco-americano Launchmetrics. Se così possiamo riassumere più di vent’anni di carriera.

 

Oggi Zanoni non fotografa più, ma si destreggia comunque tra diversi “fuochi”: da un lato i clienti, sempre esigenti, che commissionano lavori per i propri brand – foto di sfilata, backstage, lookbook e altri eventi – e per le riviste quando si parla di contenuti destinati al consumo editoriale, con un’identità e un’etica da mantenere in equilibrio con richieste, imposizioni, limiti tipici della committenza; dall’altro i fotografi, i ritoccatori e i tecnici con cui collabora per soddisfarla al meglio, per un risultato che non ammette altro che la perfezione. Un team di lavoro costruito nel tempo, fatto di duro lavoro, adrenalina per le scadenze spesso impossibili, e sensibilità e competenze da conciliare nel migliore dei modi, senza perdere mai di vista i budget da far quadrare a fine mese e fine anno, anche quando una pandemia globale mette in crisi la base del lavoro e le vendite calano inevitabilmente. 

 

Il 2020 ha cambiato l’identità delle sfilate, con l’ammissione di un numero ridotto di fotografi agli show, la scomparsa pressoché totale del pubblico, oltre che le autorizzazioni ad accedere al backstage per motivi di sicurezza. “Non credo che torneremo più ai vecchi calendari, ma nemmeno che ci saranno stravolgimenti nel modo di fare sfilate, torneremo alla normalità.” Nel frattempo, a fronte delle sfide imposte dal covid, i grossi sopravvivono, i piccoli rischiano più degli altri: vale per i designer, per le agenzie fotografiche e di comunicazione, per le riviste. Quindi ci dobbiamo preparare a un panorama rinnovato, e forse a un ritmo differente. 

Non tutti sono fatti per quello della moda, che Zanoni riconosce come un po’ “isterico”, più che in altri settori, e che a lui ricorda in parte quello della cronaca che seguiva da ventenne, quando non ci si poteva perdere un evento, perché tutto doveva finire in archivio, a disposizione, e soprattutto bisognava andare a caccia di notizie quando mancavano. “L’adrenalina era tanta in quel momento, ed è simile a quella che viene lavorando nella moda, perché sai che ogni evento è irripetibile.” Potendo scegliere un momento da incorniciare, Zanoni non ha dubbi, anche se oggi scatta solo per hobby ed è pienamente soddisfatto della propria carriera: la sua prima foto pubblicata in copertina su un quotidiano nazionale, ai tempi dell’agenzia.

 

 

 

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