Frames Blog Federico Serrani

Stefania Quintajé, dalle Marche a FrameS

17 Ottobre 2021

parole di @ale_theia

La puntata di oggi, ce lo concederete, è un po’ autoreferenziale. Per dirla in modo da suscitare la vostra curiosità, è una sorta di dietro le quinte – o meglio, la Quintajè. 

 

Ripercorre infatti il percorso di Stefania, dalle sue origini marchigiane alla sua storia professionale come Legal Counsel, brillantemente condotta in questi anni per aziende internazionali e confrontandosi con numerose sfide, in ordine casuale: essere donna in Italia, essere italiana all’estero, occuparsi di un settore, quello connesso alle tecnologie d’informazione digitali, in continuo mutamento e che impone di stare sempre al passo con la novità che, più che camminare, galoppa. Spoiler: più che stare al passo, si può inseguire, sperando di non inciampare troppo. “Essere in bilico aiuta a fare un salto,” dice Stefania. “Ci sono dei momenti in cui ci si sente inadeguati e devo ringraziarli: sono i momenti in cui ci si mette in testa di migliorarsi. Se fossi arrivata con la presunzione di avere tutte le risposte necessarie forse nel tempo non sarei stata apprezzata.”

Cosa fa un Legal Counsel? Non è facile spiegarlo, nemmeno ai propri genitori, dice Stefania, che dopo gli studi in Legge ha scelto una delle strade all’epoca meno considerate e battute. Completato il praticantato in uno studio legale, racconta, “Mi sono avvicinata sempre di più all’idea che il mio ruolo potesse essere a supporto e di costruzione di una tutela giuridica di prevenzione, e questo aveva più a che fare con le aziende che  con le persone.” Legale d’impresa dal 2007, nel campo dell’Information Technology – prima dell’epoca dei social network – grazie alla padronanza delle lingue straniere, Stefania lavora oggi come consulente in Europa per alcune delle aziende di maggior successo mondiale. “Una finestra su un modo per me fino ad allora sconosciuto e di cui all’epoca facevano parte poche donne.”

 

La credibilità si acquisisce per Stefania imparando ad ascoltare voci diverse dalla propria, anche dal punto di vista tecnico – ingegneri, consulenti, manager – e abbandonando a poco a poco un certo background culturale, come il linguaggio “legalese” appreso sui libri ed esercitato negli studi legali, e quello prettamente locale o italiano. “Va svecchiato il modo in cui guardiamo alle professioni qui in Italia, prendendo spunto dagli altri Paesi: questo mi ha permesso di rendermi utile in più ambiti e più nazioni, dando però un valore aggiunto ‘italiano’, dalla formazione umanistica all’elasticità mentale con cui sappiamo rispondere a problematiche e imprevisti.” 

 

La fondazione di Federico Serrani è stata ispirata in parte dal marito Filippo Fior, fotografo di moda che si era scontrato con un limite delle attrezzature con cui viaggiava per seguire le sfilate in giro per il mondo: borse capienti, sicuramente tecniche e pratiche, ma sempre, diciamolo, brutte. Perché non creare delle borse che fossero anche belle, eleganti, in materiali resistenti e pregiati? Filippo in questo caso è stato la musa e la cavia di Stefania, ma ha lasciato a lei lo sviluppo di un progetto fortemente radicato nella storia famigliare e nella terra in cui è cresciuta. “Nonostante questo, spesso le aziende ma anche alcuni clienti  chiedono di parlare con Filippo, pensando che sia lui a prendere le decisioni, visto che è un uomo. La cosa fa sorridere, ma anche molto riflettere.”

Nel podcast di questo ottobre che corre inesorabilmente verso l’inverno, parleremo di Federico Serrani, svelandovi la genesi del progetto e dell’azienda; parleremo di FrameS e di oltre un anno di contenuti che abbiamo cercato di regalarvi sempre qualità, varietà, spunti per la creatività, discussioni aperte e, più che risposte, “domande”. Potete ascoltare la puntata su Spreaker e Spotify oppure direttamente qui sotto. 

 

 

 

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