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Tutto quello che i libri ci dicono: a caccia di ispirazione con Stefania Ciocca.

17 Ottobre 2020

Ci sono vite che sembrano fatte apposta per diventare, senza nemmeno l’aiuto di un po’ di fiction, trame perfette per un libro, un film, insomma, una storia da raccontare. A guardarle bene, la vita di ciascuno di noi, anche quella in apparenza più noiosa, se ben sceneggiata, potrebbe prestarsi allo scopo. Ce ne accorgiamo quando ripercorriamo con la mente determinati periodi e momenti per condividerli con chi non ci conosce, o ci chiede di noi: è solo allargando la prospettiva che ci rendiamo conto della sua coerenza nelle sue derive, e che i cerchi più o meno ampi prima o poi sempre si chiudono.

 

La vita di Stefania Ciocca, per esempio, inizia a partire dai ricordi delle storie inventate ogni sera da suo padre per farla addormentare, e, come lei stessa racconta, “è lastricata di libri”. “Il primissimo lavoro che ebbi a 19 anni era in libreria, avevo appena finito il liceo e mi ero presa un anno sabbatico,” racconta Ciocca, che oggi lavora alla libreria Hoepli di Milano, nella sezione per bambini e ragazzi, mentre porta avanti il suo ruolo di consulente per le scuole e i professionisti di ogni settore in cerca di ispirazione e si racconta su Instagram e sul proprio sito, dove si presenta come ‘libraia fotografa’. Tra uno scaffale e l’altro c’è stata infatti la carriera di fotografa con una passione per “le storie che si mostrano mentre si muovono”, teatro e cinema. “Ho studiato lettere a indirizzo teatrale e ho iniziato come fotografa di scena presso l’Accademia della Scala”. Passata agli eventi, ha poi cercato nuove strade, finché ha intercettato la sua destinazione finale, attraverso la fotografia: è nato così il suo progetto “Facce da librai”, dedicato alle librerie indipendenti di Milano e a chi con passione le anima, seguito dalla decisione di tornare tra gli scaffali.

Se non lo leggi non lo vendi” è uno dei suoi mantra. È con il ritorno in libreria che, seguendo questa necessità, Ciocca ha scoperto il mondo degli albi illustrati, ritrovando in essi tutto il suo percorso professionale. “In poche immagini e in poche pagine, con l’aiuto anche delle parole, gli albi illustrati raccontano ed evocano mondi: la mia missione è di farli conoscere anche agli adulti che portano avanti professioni diverse, perché possano trovarvi ispirazione”. C’è un ‘pregiudizio’ che fa dell’albo illustrato un prodotto destinato ai bambini, ma per Ciocca va smontato. “Un adulto, come un bambino, vede e apprezza la bellezza della storia rappresentata, ma può anche riconoscervi quello che ha vissuto, mettendo il proprio bagaglio emotivo nell’interpretazione e negli spazi bianchi, molto più di quanto è possibile fare nella narrativa per adulti.”

Facce da librai Libreria dello Spettacolo, © Stefania Ciocca

 

photo courtesy- Onstage Studio

“Vi insegno a trovare dove non avete cercato,” promette sul suo profilo Instagram. E nei libri per ragazzi, assicura Ciocca, spesso si nascondono spunti e suggestioni che non ci si aspetterebbe. “Il mio modo di pensare è trasversale, ho lavorato in svariati ambiti e sotto la committenza di persone che provengono da mondi estremamente diversi,” racconta a proposito del suo ruolo di consulente. “L’elemento vincente di solito è il confronto con la persona che ho davanti, che approfondisco sempre con delle domande.” Una di quelle che pone a chi è più indeciso è ‘Dove vorresti andare?’, perché i libri sono a modo loro delle destinazioni, o, per dirla con Harry Potter, delle ‘passaporte’. “Io, per esempio, quando ho bisogno di sentirmi in un posto o di una determinata atmosfera, cerco di scegliere un libro coerente con quel tipo di destinazione”. E poi c’è chi entra in libreria cercando qualcosa di preciso, e finisce poi per trovare qualcos’altro. “Come si dice, è la Serendipity”.

A Ciocca piace definire ogni libro un ‘evento’, soprattutto in risposta a chi reputa la lettura un’attività passiva, solitaria e noiosa. Per molti semplice passatempo, il libro o l’albo illustrato sono innanzitutto un modo per attivare la propria immaginazione, ma diventano anche opportunità di relazione e di incontro: dal firmacopie in libreria ai gruppi di lettura in cui ogni volume viene discusso a più voci e diventa un veicolo di confronto e di dialogo, fino alla relazione con se stessi. “Il libro,” spiega Ciocca, “è innanzitutto uno strumento di crescita personale, e professionale.” Uno dei suoi preferiti è non a caso Il giardino segreto, da molti raccontato come la metafora di uno spazio intimo in cui coltivare se stessi e le proprie personali attitudini.  

 

Che il libro sia un veicolo di relazione lo dimostra anche l’incontro tra me e Stefania Ciocca, avvenuto proprio tra gli scaffali della libreria Hoepli, nel cuore di Milano, dove ero alla ricerca di spunti e ispirazioni. Il bisnonno Federico Serrani era un grande amante della letteratura e dei viaggi, e le collezioni di borse fotografiche e zaini di Federico Serrani nascono proprio sotto le suggestioni di alcuni classici, grazie anche al contributo di Stefania Ciocca: dalla collezione Montecristo, ispirata al celebre Conte di Alexandre Dumas, agli zaini in pelle nera e marrone e alle borse fotografiche dedicate alla regina del mistero Agatha Christie, fino alla collezione intitolata a Emilio Salgari, animata dallo stesso spirito di avventura dei personaggi che racconta, in particolare ne La regina dei Caraibi. Ogni libro è un evento, occasione di relazione e di crescita e, soprattutto, fonte di ispirazione, interpretabile da ciascuno secondo la propria storia e la propria professionalità. 

Grazie Stefania per le tue idee,

tua ispirata

Stefania

Foto di copertina: courtesy Onstage Studio.

 

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